Castello di Maccastorna

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Castello di Maccastorna: what's to know

Il castello di Maccastorna, nell'omonimo comune della bassa Lodigiana che oggi conta 64 anime, è un significativo esempio architettonico di epoca feudale e un simbolo delle lotte per il governo del territorio fra il XIII e il XIV secolo. Ne conserva tuttora il severo carattere difensivo, nonostante interventi di adeguamento e trasformazione avvenuti nei secoli successivi; la sua collocazione fu strategica per il controllo del fiume Adda e del confine del territorio lodigiano con il cremonese. I ghibellini lo abitarono per molti anni e i guelfi lo espugnarono massacrando tutti i residenti.

Il castello di Maccastorna, che conserva ancora il suo severo aspetto di maniero duecentesco, fu edificato sulle compagini di una antica roccaforte, di Belpavone o Mancasturma eretta intorno al 1250 dai ghibellini banditi da Cremona. Negli anni successivi il castello fu espugnato dalla fazione avversa dei guelfi, che lo invasero massacrandone gli abitanti e distruggendolo in buona parte. Nel 1371 il castello venne acquisito da Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, che nel 1385 lo donò, insieme all'intero borgo, a Guglielmo Bevilacqua per i servigi offerti contro lo zio Bernabò Visconti. Nel Quattrocento il complesso architettonico, unitamente al feudo di Maccastorna, passò nelle mani di Cabrino Fondulo, condottiero al servizio dei cremonesi Cavalcabò, signori di Cremona. Costui si stabilì nel maniero ed apportò importanti modifiche: edificò le mura di cinta, realizzò il fossato con ponte levatoio e destinò alcuni spazi a prigioni. Il 24 luglio 1406 ospitò sontuosamente Andreasio, Antonio e Carlo Cavalcabò, signore di Cremona. Qui, nella notte, Cabrino Fondulo con l'aiuto dei suoi sgherri, sgozzò gli ospiti e ne buttò i corpi nel Pozzo delle taglie, autoproclamandosi signore di Cremona. Da allora si narra che nelle sale del castello riecheggino ancora le grida dei morti e si aggirino settanta fantasmi. Altri eventi luttuosi segnarono la storia del castello che rimase di proprietà della famiglia veronese dei Bevilacqua sino al 1901, quando la proprietà venne ceduta.

da https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00041/

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Castello di Maccastorna

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via Rocca



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