Tipi Percorsi
Alla scoperta dell Parco Nazionale e dei borghi delle Cinque Terre, Patrimonio Mondiale dell’ Unesco, visti da un punto di osservazione insolito, quello del cicloturista!
Pedaleremo tra i famosi terrazzamenti e i celebri vigneti a picco sul mare, sul confine tra lo spazio coltivato e l'inizio del bosco. In questo luogo "incantato" si respira la vera essenza di questo luogo e dei suoi abitanti, al tempo stesso agricoltori, pescatori e boscaioli; qui è possibile specchiarsi nella meraviglia del Mar Ligure e delle sue coste rocciose (visibili per quasi tutto l'itinerario), per comprendere la complessità di questo paesaggio umano e l'importanza di preservare intatti questi luoghi.
Il nostro tour in e-bike Cinque Terre comincia da Biassa piccola frazione di La Spezia, pedalando si raggiungono fitti boschi di castagni sin sul colle del Telegrafo, dove l’aria frizzantina del mare arriva con forza e la macchia mediterranea inizia ad essere predominante. Da qui proseguiamo sul sentiero attraverso panorami mozzafiato fino a Volastra, splendido borgo circondato dai celebri vigneti terrazzati.
La tappa successiva è Manarola, dove è in programma un aperitivo con degustazione di vino locale. Al termine tempo libero per visitare il borgo, pranzare e rilassarsi. Il rientro è previsto per il pomeriggio pedalando lungo la strada panoramica con splendidi scorci sui borghi e sul mare.
Il tour è guidato con ritrovo alle 9.30 a Biassa (fraz. di La Spezia) e rientro alle 16.30 e si svolge solo su prenotazione.
Siete un gruppo di amici? Richiedi la disponibilità.
in Lunigiana, per la Pieve di Santo Stefano, al Monte dei Bianchi, a Equi Terme, al Parco naturale dell'appennino Tosco-Emiliano, nelle 5 terre
Questo percorso ad anello è l'alternativa più breve (50 km) all'itinerario E-05 per immergersi nella terra dei vini Primitivo e Negroamaro, tra vigneti e macchia mediterranea. Si arriva fino al mare a Punta Prosciutto per scoprire poi la Salina dei Monaci, abitata da fenicotteri rosa, e la foce del fiume Chidro prima di risalire fra i vigneti verso Manduria.
salento, salento ionico, in salento, maglia, lecce, puglia, nardò, avetrana
Verona and the Torricelle hills
The itinerary is slightly challenging as it goes up to the Torricelle, the hills in the North section of Verona.
We start climbing the hills right after the shop, cycling on the Via dei Colli, the panoramic road that was on the route of the UCI Road World Championship in 1999 and 2004. The road is flanked by beautiful lines of cypresses and features some beautiful spots where you can enjoy great views: not-to-be-missed are the one from the Santuario della Madonna di Lourdes and from San Mattia fortress.
Once we reach the top, we enjoy the panorama over Valpantena. Then, the itinerary goes all the way downhill, at the bottom of the valley. There, we cycle on a road surrounded by vineyards and orchards, with nice views over the hills and a few venetian villas.
We climb the Torricelle hills again on a small panoramic road, then we reach Castel San Pietro, the most romantic spot in Verona, where you can enjoy a great panorama over the city: that's the best way how to finish the bike ride!
a Verona, al parco dell'Adige sud, a Valpolicella , per Villa Mosconi
Si tratta di un percorso lungo (ma è possibile percorrerne solo dei tratti) che si sviluppa su strade secondarie e rurali e arriva fino a Libarna uno uno dei siti archeologici più interessanti del nord Italia.
Volete scoprire tutto di questo percorso? Trovate tutte le informazioni relative a questo percorso promosso da 9 comuni dell'area ((Alluvioni Piovera, Arquata Scrivia, Basaluzzo, Francavilla Bisio, Fresonara, Gavi, Pozzolo Formigaro, Sale, Tassarolo) su Cicloturismo Piemonte dove potrete scoprire anche gli itinerari secondari.
nel Monferrato, a Nizza Monferrato, a Canelli, a Mombarcaro
Questo itinerario della citta di Lecco, é un vero e proprio salto nel passato, ci porta a rivivere il borgo fortificato così come era ai tempi in cui Alessandro Manzoni ambienta I Promessi Sposi su “quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno“
a Bellagio, a Lecco, a Oliveto Lario, sul Lago di Como
La prima tappa del GTL punta verso Sud, uscendo nel più spettacolare dei modi dalla Città Eterna. La via Appia Antica è infatti un corridoio verde che collega il Colosseo alle prime aree rurali sotto Roma, i Colli Albani, offrendo al cicloturista un’opportunità unica al mondo, quella di pedalare su un’antica strada romana in basolato tra i filari di pini, in un paesaggio del tutto simile a quelli del Grand Tour ottocentesco dei romantici tedeschi e inglesi.
Dopo una ventina di chilometri di pianura tra rovine, tombe nobiliari e acquedotti imperiali, iniziano le prime pendenze: il GTL ci porta infatti nella zona dei Castelli Romani, meta di scampagnate domenicali, di laghi vulcanici e di vigneti, nota per le tradizionali “fraschette”, le tipiche osterie, e per città d’arte come Ariccia, Castel Gandolfo e Frascati. Il percorso collinare si snoda tra i due laghi di Albano, famoso per la residenza papale, e di Nemi, dove sorgono ancora oggi i resti del Tempio di Diana, e termina a Velletri. Per questa prima tappa vengono sfruttate tre ciclovie già esistenti: il Parco Regionale dell’Appia antica, con piccoli tratti del futuro Grab, il tracciato Eurovelo 7 e la via Francigena del sud, che ci porta su brevi tratti di sterrato che è consigliato affrontare in gravel o MTB.
a Empoli, in Val d'Arno
ATTENZIONE TRACCIATO PER BIKERS ESPERTI!!!
Il percorso parte dall'abitato della frazione Brengon e scende seguendo le indicazioni di fronte all'Hotel Tantané per la frazione Messelod. Oltrepassato il parcheggio della frazione Clou prendere il sentiero a sinistra, oltrepassato il parco giochi procedere scendendo di fronte a voi lungo la strada asfaltata abbastanza ripida, giunti in fondo alla strada continuare sul sentiero in direzione frazione Herin. Una volta arrivati alla frazione (da visitare) procedere lungo la strada asfaltata fino ad Antey St. André. Un veloce giro nella zona sportiva e poi via verso la piazza del mercato per prendere la vecchia strada di Torgnon e raggiungere la frazione Navillod. Da questa frazione inizia la salita per arrivare fino a Torgnon attraversando una serie di frazioni Navillod, Gombaz, Nozon, Mazod, Ronc e Septumian permettendovi di scoprire la speciale struttura urbana di montagna con case e scorci fantastici. Una volta giunti nella zona degli impianti di risalita di Torgnon, precisamente Chantorné, prendere la strada sterrata a sinistra del ristorante la Montanara dopo il parcheggio. Un bello sterrato vi permette di raggiungere prima la zona umida di Loditor e dopo una bella salita il santuario di Gilliarey. Dopo il santuario si parte alla volta dell'invaso di Cignana. Una volta raggiunto oltrepassare il muro di contenimento della diga. Prendere a sinistra e dirigersi verso la cappellina fantastica a bordo lago, merita una piccola visita perche la vista è fantastica. Salire proseguendo sulla strada sterrata fino a raggiungere la stalla in cima, a questo punto svoltare a sinistra dietro la stalla e attaversare i pascoli per andare ad intercettare il sentiero che porta alla finestra di Cignana. Per raggiuntere la finestra occorre spingere la bicicletta per circa 200m. Bravissimi la salita è stata completata!!! Ora arriva la parte piu tecnica. Il primo tratto non è pedalabile quindi occorre accompagnare la bicicletta a mano seguendo il sentiero n. 7 Crepin che si stacca sulla destra del sentiero principale a circa 250m dalla finestra di Cignana. Scendere prestando molta ATTENZIONE perche il sentiero è stretto e ripido. Dopo circa 15 min. ovvero circa 600m si troverà una strada sterrata, girate a sinistra salite sulla bicicletta e preparatevi ad una lunga discesa fino a raggiungere la frazione di Crepin a Valtournenche. Seguite bene la cartina dell'applicazione. Una volta arrivati a Crepin continuate sulla strada asfaltata per raggiungere il centro di Valournenche, attraversate le frazioni e scendete fino alla partenza della funivia di Chamois. Seguire scrupolosamente la cartina sul vostro telefono. Prendere la funivia ricordadovi che funziona fino alle ore 22.00. Una volta giunti a Chamois potete fermarvi a bere qualcosa ormai è fatta. Proseguire in direzione La Magdeleine per raggiungere, attraversando una bella pineta, il punto di arrivo. Complimenti siete dei bikers extreme!!!!
in Valle d'Aosta, a Chatillon, a La magdeleine, a Chamois, ad Ayas, a Fenis, per il lago di Lod, al Monte Zerbon, nella valle del Cervino, ai laghi di Champlon, Saint-Vincent
In caso di maltempo o se si vuole evitare l'attraversamento del Parco di Punta Pizzo su un sentiero a tratti sabbioso, subito dopo Marina di Mancaversa si può optare per una variante di 4 km sulla litoranea.
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Da Petriolo a Loro Piceno alla scoperta del vino cotto e tradizioni da riscoprire
Partenza dal punto di noleggio nel castello di Petriolo, che merita sicuramente una passeggiata a piedi tra i vicoli, le chiese e gli affacci sulle colline (su tutti quello dalla piazza San Martino).
Si parte uscendo dal castello, passando sotto il Torrione (Porta Rondella o Lu Torriò come si dice da queste parti) risalente ai primi del 1500, per proseguire lungo una strada in discesa ed arrivare verso la panoramica e poco transitata Via delle Grazie, dove ci si può fermare per ammirare la vista sulle colline.
Si prosegue poi lungo la strada asfaltata per un paio di km, per fare poi una deviazione intima e panoramica lungo un tratto di strada di ghiaia ed un breve tratto sterrato.
A questo punto si scende, di nuovo in strada asfaltata e poco transitata, verso il Parco Archeologico di Urbisaglia, per risalire verso il borgo di Loro Piceno lungo una strada asfaltata poco transitata.
Qui a Loro Piceno non può mancare la visita almeno ad una cantina per scoprire il vino cotto, la cui produzione qui è una tradizione centenaria.
Vi consigliamo di visitare i numerosi musei presenti nel borgo.
Ci avviamo ora verso il ritorno al borgo di Petriolo, seguendo la strada panoramica.
Il tour si snoda in un percorso di circa 30 km.
Altitudine massima420 m
Altitudine minima:120 m
TIPI DI STRADA
Sentiero: 3,99 km
Strada secondaria: 4 km
Strada: 21,6 km
SUPERFICI
Non asfaltata: 3,44 km
Sterrato: 1 km
Lastricato: 10,1 km
Asfalto: 12,7 km
Marca Maceratese, nella Marca Maceratese, a Macerata, a Petriolo
Il percorso ci porta tra i vigneti del Monferrato per una giornata indimenticabile in ebike.
Ricaldone
Paese di 650 abitanti, merita una visita la Chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo e il belvedere che si affaccia sugli ampi vigneti circostanti. Nel cimitero di Ricaldone è sepolto il cantautore Luigi Tenco, morto la notte del 26 gennaio 1967 durante il Festival di Sanremo e al quale è dedicato un Museo e centro Documentale. L'economia del paese si basa quasi esclusivamente sulla viticoltura.
Maranzana
Il centro abitato si spinge fino ai bordi del parco denominato "Bosco delle Sorti", all'interno del quale si trovano sentieri segnalati percorribili a piedi, in bicicletta e a cavallo. Al centro dell'abitato, sulla sommità di una collina da cui si gode un magnifico panorama, sorge il castello del 1300 molto ben conservato, così come le torri e la cinta muraria. Sempre in paese si trova la casa-museo di Giacomo Bove, importante esploratore italiano vissuto tra il 1852 e il 1887.
nel Monferrato, a Nizza Monferrato, a Canelli, a Mombarcaro
Questo percorso in ebike si sviluppa tra antiche borgate e paesaggi mozzafiato sulle montagne ai piedi del “Re di Pietra”, il Monviso.
Questo itinerario si divide in due anelli percorribili insieme o separatamente.
Il primo è più semplice e risale il versante verso Pian Munè, passando per le borgate di Croesio, Borghini, Salis e Rocciaia, lungo strade secondarie sterrate per poi ridiscendere a Paesana lungo la strada asfaltata.
Il secondo anello, consigliato a ciclisti esperti, parte da Pian Munè e raggiunge il monte Turnour a 1554 metri di quota e poi scendere lungo manutenute ma impegnative strade sterrate di montagna verso le borgate di Serre e Oncino e da lì, tramite la provinciale, verso Paesana.
In questo itinerario, grazie all’ausilio delle ebike, si può raggiungere uno dei più bei balconi panoramici verso la pianura torinese e cuneese, Pian Munè. È il luogo ideale per una pausa in tranquillità lontano dalle preoccupazioni cittadine dopo una piacevole pedalata che comunque presenta non poco dislivello. Da lì il nostro consiglio è di raggiungere lungo la facile strada sterrata il Monte Turnour e proseguire poche centinaia di metri fino a quando compare in tutta la sua maestosità il Monviso, con i suoi 3841 metri di quota.
La discesa da Pian Munè verso le borgate di Serre e Oncino passa dalle praterie di alta quota ricche di fiori durante la primavera ai freschi boschi di faggio e castagno che circondano le due borgate.
monviso, po, valle po, paesana
Cosa vedere a Fonti
L'ultima tappa del tour in e-bike lungo l'Appia Antica inizia da Fondi, attraversa suggestivi paesaggi costieri su strade panoramiche che offrono viste mozzafiato sul mare in direzione di Itri. Durante il tragitto, è possibile ammirare numerosi siti archeologici e monumenti storici che testimoniano l'importanza della via Appia, antica via romana. Pedalando lungo l'Appia Antica, è possibile assaporare i deliziosi prodotti locali della zona. Fondi è famosa per la produzione di olive e olio extravergine di oliva di alta qualità, che possono essere gustati presso le numerose aziende agricole della zona. Inoltre, la zona è rinomata per i suoi formaggi, come la mozzarella di bufala e il pecorino, che si sposano perfettamente con il pane fresco e i salumi locali.
Cosa vedere a Irti
Si prosegue lungo l'Appia Antica con le e-bike in direzione di Itri affascinante borgo medievale situato sulle colline. Itri è una piccola cittadina che offrre però diversi spunti di visita interessanti. Le stradine strette e tortuose del centro storico conducono alla scoperta di antichi edifici in pietra, di chiese storiche e di suggestive piazzette che conservano l'atmosfera autentica del borgo medievale. Il Castello fortezza medievale di Itri, situato sulla sommità della collina, domina il paesaggio circostante ed è uno dei simboli del borgo. Visitando il castello e possibile ammirare le sue mura imponenti, le torri medievali e godere di una vista panoramica spettacolare sulla campagna circostante e sul mare. Itri vanta diverse chiese storiche di grande interesse artistico e religioso. Tra le più importanti ci sono la Chiesa di San Michele Arcangelo, la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa di Santa Maria Maggiore. All'interno troviamo numerosi affreschi e opere d'arte di notevole importanza storica e artistica che permettonoa al visitatore di scoprire la storia e la spiritualità del luogo.
Cosa vedere a Formia
Il tour in e-bike lungo l'Appia Antica termina a Formia incantevole città costiera, dopo la pedalata è possibile rilassarsi sulle splendide spiagge della città e godersi il meritato riposo. Formia vanta splendide spiagge di sabbia dorata e acque cristalline, ideali per rilassarsi, prendere il sole e fare un tuffo rinfrescante. Le spiagge più famose includono la Spiaggia di Vindicio e la Spiaggia di Serapo. Tra i siti archeologici della città certamente il più famoso è il Mausoleo di Cicerone. Formia è anche nota per la sua gastronomia, famosi sono i suoi piatti a base di pesce fresco e frutti di mare come ad esempio la tipica pasta alle vongole che delizierà anche i palati più esigenti.
a Empoli, in Val d'Arno
Un tour ad Agromonte frazione di Latronico. Si pedala su strade asfaltate e strade bianche. Parte del percorso si disloca lungo tratti immersi nelle lussureggianti cerrete del posto e in parte lungo la via degli indovinelli "Cose cuselle".
Indovinelli e ceramiche per incuriosire il viandante con filastrocche locali scritte su ceramiche ad alto valore.
Agromonte è la voce italiana della denominazione antica latina “Acermons”, feudo del 1267 di Riccardo di Chiaromonte abitato sin dalla prima metà del 14 secolo era nella circoscrizione della Diocesi di Anglona. L’etimologia della parola Acermons. Parola latina composta da “acer” che significa fiero e “mons” che significa monte.
IL percorso ci porta fino a quota 2300 mslm, sul confine Italo Elvetico di Passo San Giacomo, costeggiando alcuni bacini artificiali realizzati dall’Enel tra gli anni ‘20 e ‘30 del 1900.
Attenzione: il percorso NON è percorribile con il rimorchio bici per bambini.
Che cosa vedere, via storica verso il Passo San Giacomo
Costruita a partire dal 1929 dall’Enel per poter realizzare le dighe del Lago Castel e Toggia. Appena abbandonata la suggestiva conca di Riale la strada diventa sterrata e diventa un capolavoro di ingegneria, con pendenze ridotte, per poter essere affrontata dai camion durante i lavori di costruzione e tornanti dalle linee armoniose affiancate da muretti ad arco a secco dai quali è possibile immortalare suggestivi scatti sulle cime dell’alta Formazza e sul sottostante lago del Morasco.
Che cosa vedere, Lago Toggia
Siamo a quota 2191 mslm, questa diga è stata costruita negli anni 1929 – 1932 sul Rio Roni, ha una lunghezza di 199 metri ed è alta 44 metri.
Focus, Piero Portaluppi – Architetto
è stato uno dei più importanti architetti e urbanisti della prima metà del '900 italiano. Pur avendo operato prevalentemente nel nord Italia, e in particolare per l'alta borghesia meneghina, a lui si deve una vera rivoluzione nel modo di pensare l'architettura di spazi pubblici e privati. Nel corso della propria carriera ha realizzato progetti in diversi settori: non solo palazzi e ville residenziali, ma anche centrali idroelettriche – in cui ha applicato stilemi architettonici più legati all'edilizia storica che a quella industriale – edicole funerarie, padiglioni espositivi, alberghi e molto altro.
a Verbania, sui Laghi, sul Lago Maggiore, nella Val d'Ossola, Premosello-Chiovenda, Vogogna, Macugnaga, sul Toce, Lago di Mergozzo
Dopo aver incontrato la tua guida alla fontana di Placa Reial (centro città), incomincierai il tour attraversando le strette strade della città vecchia dei quartieri medioevali del Gotico e del Born.
Poi farai rotta verso l'area moderna di Barcellona in bicicletta, dove ti immergerai nel Modernismo Catalano, esplorando le incredibili costruzioni di Gaudì - Casa Batlló, Casa Milá e l'impressionante Basilica della Sagrada Familia.
Giunto alla Sagrada, otterai un biglietto salta fila per la visita dell'interno della Basilica. Una volta dentro, potrai scegliere se visitarla da te o essere guidato dall'audioguida nella tua lingua.
La visita richiede circa un'ora. Alla fine del tour la tua guida in e-bike sarà fuori ad aspettarti per riportarti al punto di partenza salvo e felice!
Costi
Prezzo: 75€ adulti (a persona) - 30€ bambini.
Orario e punto di ritrovo
- Estate (01/04 - 31/10) > Tutti i giorni alle 10.30
- Inverno (01/11 - 31/03) > Giovedi, Venerdi, Sabato e Domenica alle 10.30
Lingua: Inglese
Punto di Incontro: Placa Reial – la fontana
a Barcellona, a Barcelona
Pedalare tra le colline delle Langhe su un'e-bike è come immergersi in un dipinto in movimento. Il paesaggio si svela davanti ai vostri occhi in un susseguirsi di vigneti ordinati, borghi antichi e panorami mozzafiato. L'aria fresca e profumata di uva e terra accarezza il viso mentre la bicicletta a pedalata assistita vi permette di affrontare con facilità ogni salita. Ogni curva rivela una nuova meraviglia, ogni sosta è un'opportunità per assaporare l'essenza di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni enogastronomiche. Un viaggio che stimola tutti i sensi e nutre l'anima, promettendo emozioni indimenticabili ad ogni colpo di pedale.
Novello
Novello, punto di partenza del vostro tour, vi accoglie con la sua quiete affascinante. Esplorate il centro storico, percorrendo il belvedere con le sue terrazze panoramiche. Da qui, potrete ammirare viste mozzafiato su Monforte e, nelle giornate più limpide, sul Monviso. Non partite senza aver assaggiato la Nascetta, un vino prodotto da un vitigno autoctono riscoperto di recente, presso la Bottega del Vino locale.
Monforte d'Alba
Monforte d'Alba vi cattura con il suo fascino medievale. Arrampicatevi per le antiche vie acciottolate del borgo alto, tra case storiche e aiuole fiorite di rose. L'anfiteatro naturale del paese offre uno spettacolo panoramico indimenticabile. Da Monforte proseguite verso Castiglione Falletto, godendovi scorci mozzafiato e l'opportunità di degustare vini pregiati nelle cantine della zona.
Castiglione Falletto
Castiglione Falletto, arroccato su un colle, è una gemma da scoprire. Il suo castello medievale domina il paesaggio circostante, offrendo una vista spettacolare sui vigneti. Passeggiate per le strette vie del borgo, ammirando le antiche case in pietra e respirando l'atmosfera autentica di un villaggio langarolo. Non dimenticate di assaggiare il Barolo Rocche di Castiglione DOCG, prodotto in questa zona. Da Castiglione, proseguite verso Barolo.
Barolo
Barolo, capitale mondiale del vino omonimo, è una tappa imperdibile. Le e-bike vi permetteranno di raggiungerla comodamente. Esplorate il centro storico e visitate il Castello Falletti, che ospita il WiMu (Museo del Vino). Questo museo interattivo, progettato dallo stesso architetto del Museo del Cinema di Torino, offre un viaggio affascinante nella cultura enologica della regione. Concedetevi una degustazione del "re dei vini" in una delle numerose enoteche del borgo.
L'esperienza
Questo percorso di 27 km è un'avventura accessibile a tutti, grazie alle e-bike che rendono agevole anche i tratti più impegnativi. L'itinerario autoguidato, supportato dall'app BikeSquare, vi offre la libertà di esplorare al vostro ritmo, fermandovi quando e dove preferite. Partendo e tornando a Novello, attraverserete alcuni dei paesaggi più suggestivi delle Langhe, patrimonio UNESCO, immergendovi completamente nella ricca cultura enogastronomica della regione. È un viaggio ecosostenibile che unisce il piacere del cicloturismo alla scoperta di un territorio unico al mondo, dove ogni pedalata è una carezza all'anima e un tributo alla bellezza della natura e all'ingegno dell'uomo. Un'esperienza che vi lascerà con il desiderio di tornare, per esplorare ancora e ancora queste colline magiche.
a Barolo, a Novello, a Monforte, a La Morra, ad Alba, a Bra, a Dogliani, a Monchiero, a Narzole, a Barbaresco, a Treiso, a Roddi, a Roddino, a Montelupo, a Grinzare Cavour, a Serralunga, a Roddino, a Murazzano, a Bossolasco, a Benevagienna, a Castagnole
La ciclovia è adatta a tutti i tipi di fruitori e, in alcuni tratti, è divisa in due carreggiate. Lungo il percorso ci sono diverse gallerie che si illuminano automaticamente al passaggio del ciclista. Accanto alle bellezze delle aree alpine e pedemontane, l’itinerario giunge in prossimità di borghi e paesi dal fascino remoto, collocati spesso in posizioni isolate, come Oneta o Cornello dei Tasso, dove il tempo parrebbe essersi fermato. In queste località l'illuminazione serale delle gallerie offre inoltre scenari mozzafiato.
Dalla ciclovia di fondovalle partono numerosi itinerari perfetti per una gita in E-bike alla scoperta delle borgate e delle belle naturali dei versanti di questa vallata.
Cosa vedere a San Pellegrino Terme
Cittadina famosa in tutto il mondo per l'omonima acqua minerale e per le sue terme che godono di acqua termale che sgorga naturalmente a 26 gradi. San Pellegrino Terme ebbe un notevole sviluppo nei primi del '900 e ne sono testimonianza alcuni edifici, risalenti alla Belle Époque in stile liberty come il Casinò, visitabile durante il periodo estivo, il Grand Hotel e le Terme. Interessante è anche il Tempio dei Caduti, monumento risalente al 1924 e che oggi accoglie le spoglie dei caduti durante le due guerre mondiali.
Cosa vedere a San Giovanni Bianco
San Giovanni Bianco è un piccolo centro della Val Brembana che deve il suo nome al patrono della città e alla presenza di numerosi affioramenti e cave di calcaree di colore chiaro. La città ha una pianta medievale e sono ancora percorribili i suoi numerosi ponti romanici. Negli ultimi anni sono anche stati fatti notevoli investimenti per la valorizzazione della via Priula, costruita nel corso del '500 per dare a Venezia, allora sovrana dell'area, uno sbocco commerciale verso nord senza dover passare dai territori del ducato di Milano, allora sotto il dominio spagnolo, con conseguenti dazi pari anche alla metà del valore del carico.
San Giovanni Bianco si inserisce in un contesto naturalistico di pregio nel bel mezzo della valle Brembana e adagiato in una conca su cui svettano imponenti cime offre ottimi colpi d'occhio e numerose possibilità di escursioni sui monti circostanti.
Con la chiusura della ferrovia nel 1966 ha vissuto periodi di spopolamento e chiusura verso l'esterno, la presenza della ciclovia della val Brembana sta oggi dando nuovo motore al turismo diventando essa stessa una meta per il cicloturismo.
Cosa vedere a Cornello dei Tasso
Cornello è un borgo di origine medievale che deve il suo nome all’antica famiglia Tasso, il cui membro più celebre è indubbiamente Torquato Tasso. La famiglia Tasso, già dalla metà del 1200, aveva una società di "mastri di posta" e arrivò nel corso del '500 a gestire il servizio di posta dell'Impero Asburgico. Il borgo di Cornello in epoca medievale fu un importante centro di scambi commerciali e di passaggio di persone e merci grazie alla presenza della via Mercatorum, la via dei mercanti, che collegava Bergamo alla Valtellina e univa alcuni tra i centri più importanti della Valle Brembana.
Quando, nel 1592, iniziò la costruzione della Strada Priula, voluta dal governo veneziano per collegare in modo diretto Bergamo alla Valtellina senza passare per i territori spagnoli, Cornello dei Tasso si trovò isolato e perse la sua importanza commerciale dando il via a un periodo di decadenza. La nuova strada, infatti, passava lungo il fondovalle separando il borgo dalla nuova viabilità. L’isolamento del borgo però favorì la conservazione della sua struttura urbanistica originaria che, salvo alcuni rimaneggiamenti della seconda metà del Novecento, appare ancora oggi nella sua fisionomia medievale, requisito che ha permesso a Cornello di essere inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”.
a San Giovanni Bianco, a San Pellegrino Terme, in Val Taleggio, a Camerata Cornello, a Dossena, a Valpiana, a Vedeseta, a Zogno, sulla ciclovia della Val Brembana
Partenza dal punto di noleggio nel castello di Petriolo, che merita sicuramente una passeggiata a piedi tra i vicoli, le chiese e gli affacci sulle colline (su tutti quello dalla piazza San Martino).
Si parte uscendo dal castello, passando sotto il Torrione (Porta Rondella o Lu Torriò come si dice da queste parti) risalente ai primi del 1500, per proseguire lungo una strada in discesa ed arrivare verso la panoramica e poco transitata Via delle Grazie, dove ci si può fermare per ammirare la vista sulle colline.
Si prosegue poi lungo la strada asfaltata che porta all'abbazia di Fiastra, per fare poi una deviazione intima e panoramica lungo un tratto di strada di ghiaia ed un breve tratto sterrato.
A questo punto si scende, di nuovo in strada asfaltata e poco transitata, verso il Parco Archeologico di Urbisaglia (che vi consigliamo di contattare in anticipo per la visita). Se decidere di sostare qui, vi sarà possibile anche effettuare la ricarica (ma non ne avrete bisogno).
La prossima tappa è l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, che si raggiunge dal facile sentiero sterrato che costeggia il fiume Fiastra. Anche qui è possibile fare una sosta per riposarsi e fare uno spuntino con i magnifici prodotti degli agricoltori locali o nei bar e ristoranti presenti nell'area. Vi informo che nella zona antistante l'Abbazia e nei prati antistanti non è possibile l'accesso alle bici, che potrete portare a mano nella zona vietata.
Ci avviamo ora verso il ritorno al borgo di Petriolo, seguendo prima un sentiero a zig zag nei pressi del bosco e poi tornando su asfalto.
A questo punto potete decidere proseguire lungo la traccia, che propone una deviazione (con possibilità di sosta in cantina), oppure proseguire lungo lo stesso tratto di strada fatto all'andata.
Il tour è lungo circa 28 chilometri. oppure un paio in meno senza l'ultima deviazione.
TIPI DI STRADA
Singletrack: 1,00 km
Sentiero: 8,44 km
Strada secondaria: 478 m
Strada: 16,9 km
Fuori rete (sconosciuto): 1,10 km
SUPERFICI
Non asfaltata: 8,87 km
Sterrato: 336 m
Lastricato: 5,62 km
Asfalto: 11,7 km
Sconosciuta: 1,37 km
Marca Maceratese, nella Marca Maceratese, a Macerata, a Petriolo
Tra pajare e muretti a secco, è una cavalcata nell'entroterra del Salento la seconda tappa della Ciclovia del Salento Ionico.
Dopo Nardò, si tocca Galatone, con il suo borgo dominato dal Santuario del Crocifisso, per poi passare da Sannicola ed Alezio.
La dolce campagna salentina si alterna ai comuni di Taviano, Racale e Alliste.
Il piccolo e suggestivo borgo di Felline apre la strada all'approdo a Ugento, la città del piccolo Zeus.
salento, salento ionico, in salento, maglia, lecce, puglia, nardò, avetrana
Il percorso parte dal punto di noleggio Bikesquare di Cabella Ligure,di qui si possono risalire le incantevoli e pittoresche valli che si snodano fra le maestose dorsali appenniniche.
Proseguendo sulla strada provinciale sulla sponda destra del torrente Borbera,si sale lungo i fianchi del Monte Ebro e del Monte Chiappo.
Si incontra Cosola , paese dell’alta Val Borbera a 950 metri di altitudine protetto dai monti Ebro e Cavalmurone e circondato da boschi. Oggi gli abitanti “stanziali” sono poche decine ma alla fine dell’Ottocento a Cosola vivano più di novecento persone che traevano il loro sostentamento dal lavoro di una terra dura e difficile, ma di grande fascino ed in una posizione geografica unica, di crocevia in quanto a pochi chilometri dal paese si incontrano i territori di quattro Province e di quattro Regioni ( Piemonte Liguria Lombardia Emilia Romagna) e chi arriva dalla pianura alessandrina può “svalicare” verso le valli del pavese e/o del piacentino godendosi a pieno i paesaggi di un bellissimo angolo di Appennino. Nel territorio vi sono bellissimi sentieri che conducono alle principali vette dei monti più alti della catena di monti dell'Appennino piemontese che guardano il mar Ligure e i paesaggi di montagne e mare visibili sono veramente unici. Proseguendo ,si incontra il passo delle Capanne di Cosola,luogo incantevole per il panorama.
Principali eventi organizzati a Cosola e dintorni:
Festa di Sant’Antonio alla Chiesa Vecchia (Sant’Antunen): Domenica precedente il 13 giugno. Prima di arrivare al paese si incontra una chiesetta in mezzo ai boschi ed ai prati, la vecchia chiesa parrocchiale di Cosola, la prima di cui si abbia notizia, edificata sembra già nel quattordicesimo secolo, dedicata a Sant’Antonio da Padova. La chiesa è veramente piccola, poco più di una cappella e all’interno c’è spazio solo per l’altare e la statua del Santo ma i cosolani di tutte le generazioni sono sempre stati particolarmente legati alla “Chiesa Vecchia” tanto che ancora oggi, ogni anno, la domenica precedente il 13 giugno, data in cui ricorre Sant’Antonio da Padova, si celebra la messa nella chiesetta a cui tutti assistono dal prato antistante. E dopo la messa si festeggia con la merenda contadina nel boschetto di roveri dietro la chiesa e chi vuole può portarsi a casa qualche prodotto locale o un’ottima torta preparata dalle donne del paese e offerta in onore di “Sant’Antunen”.
Festa del pane: A luglio, grazie alla collaborazione di alcuni fornai e produttori che vogliono recuperare grani antichi, farine poco raffinate e metodi naturali di panificazione si organizza la Festa del Pane, una giornata intera dedicata a questo meraviglioso alimento con approfondimenti, prove pratiche, consigli tecnici e degustazioni .
Festa sull’Aia: Ultima Domenica di Luglio. Un tempo i campi intorno a Cosola, su fino alla base dei monti, erano coltivati a grano. Dopo la raccolta del prezioso cereale che avveniva rigorosamente a mano bisognava, come si dice qui, “batterlo” cioè separare i chicchi dalla spiga, unica operazione fatta con l’ausilio di una macchina. Visto che nessuno poteva permettersi di possedere la macchina necessaria, l’intero pese si univa per noleggiare quella di Rosano, le famiglie portavano i loro covoni nelle aie più grandi e si dava il via alle operazioni, così l’arrivo della macchina, anche se il lavoro era faticoso e senza pause, diventava una festa, un momento per aiutarsi tra vicini, condividere il lavoro e gioire insieme del raccolto scampato a mille difficoltà e frutto di tanti sacrifici. Oggi, ogni anno, l’ultima domenica di luglio quello spirito di condivisione, quel fare insieme, quel momento di gioia vera e di allegria rivive nella Festa sull’Aia. La festa, vuole davvero celebrare le vecchie tradizioni contadine anche nel modo di divertirsi con semplicità: un po’ di amici, la musica e il cibo. E’ così che si svolge la festa, un percorso nelle diverse aie - piccoli cortili aperti tra le case - del paese per l’occasione allestite con oggetti d’uso comune nella vita contadina, attrezzi, vecchi mobili accompagnati dalla musica di piffero e fisarmonica. In ogni aia una sosta per gustare sfiziosi piatti offerti dalle “donne dell’aia” e ballare vecchi balli popolari come “la giga” o “la monferrina”. A completare la giornata un mercatino dei prodotti locali e la sera mega raviolata e balli fino a notte fonda.
Festa della patata e Festa della castagna: Prima Domenica di Settembre. Patate e castagne, qualcosa che anche nelle case più povere di Cosola non è mai mancato grazie al lavoro nei campi e a quello nei boschi vicini al paese. Oggi tutto è cambiato ma le patate coltivate nei pochi orti e le castagne raccolte direttamente dall’albero sono ancor più ricercate per la loro indiscutibile bontà e perché elementi veramente biologici e a chilometro zero. A questi due prodotti sono dedicate le feste d’autunno: quella della Patata la prima domenica di settembre e quella della Castagna la prima domenica di ottobre. In occasione della festa dedicata sarà possibile acquistare direttamente ciascun prodotto: le patate di varie tipologie tra cui la patata quarantina bianca genovese prodotta direttamente a Cosola dai soci dell’omonimo Consorzio e le castagne insieme a molti altri prodotti tipici. Ovviamente durante le giornate di festa vengono proposti piatti a base di patate, tra cui delle fantastiche frittelle e le mitiche patatine fritte, o di castagne come le fantastiche caldarroste il tutto come sempre accompagnato da buona musica e l’immancabile allegria.
in Val Borbera, ad Arquata Scrivia, a Gavi, al borghetto di Borbera