I menhir di Giurdignano
definito il Giardino megalitico d Italia grazie a una singolare concentrazione di dolmen e menhir: il piccolo comune di Giurdignano [...]

È definito “il Giardino megalitico d’Italia” grazie a una singolare concentrazione di dolmen e menhir: il piccolo comune di Giurdignano (che ha poco meno di duemila abitanti) può contare sulla presenza di ben 18 menhir e 6 dolmen nel suo territorio, segni di una storia antica quanto misteriosa. L’origine, come la stessa funzione, di questi monumenti megalitici, infatti, non è certa, anche se molti li fanno risalire a un’epoca preistorica, altri solo al Medio Evo. Di certo nel corso del tempo i menhir hanno subito una “cristianizzazione” tanto che oggi si presentano con croci incise, affianco a chiesette e cappelle o sormontati da croci di metallo.
Infisso in un banco roccioso alla periferia del paese, c’è il Menhir Madonna di Costantinopoli, proprio accanto all’omonima chiesetta, alto circa tre metri, mentre in uno slargo vicino al centro c’è il Menhir San Vincenzo, uno dei più elevati del Salento, con i suoi 3,5 metri d’altezza.
Il più particolare è certamente il Menhir San Paolo, poco fuori Giurdignano, dove sacro e profano si fondono: il menhir, alto “solo” due metri, sorge su un banco roccioso all’interno del quale in una cavità c’è un affresco di San Paolo, il santo delle tarantate, affiancato dal disegno di una grande ragnatela, probabilmente postumo.
Appena più in là, ce ne sono altri due, entrambi alti circa tre metri: Menhir Vicinanze 1, che spicca da un banco di roccia calcarea all’incrocio di tre strade rurali, e Menhir Vicinanze 2, che ha alle spalle, dietro il muretto a secco, una cripta. Entrambi sono stati usati come Osanna, meta della processione della Domenica delle Palme.