Castello ducale di Sessa Aurunca
Castello ducale di Sessa Il castello di Sessa Aurunca sorge sull area che un tempo costituiva la parte alta della [...]

Paved road
Well indicated
1 day
Regular
Bike
Dirt road
Mountains
Family
Self Guided
Extreme Climbs
FootLa Ciclovia del Vulcano è un percorso dal carattere unico nel panorama di questi itinerari: lascia alle spalle la pianura dell'Ager Falernus e il profilo familiare del Massico per inoltrarsi in un paesaggio del tutto diverso, dominato dalla presenza silenziosa e possente di uno dei vulcani più antichi d'Italia, attivo tra 630.000 e 50.000 anni fa, la cui eredità si legge ancora oggi nella fertilità straordinaria del suolo, nel colore scuro della terra lavica, nella fittezza dei boschi che ricoprono l'intera caldera.
Il percorso parte da Cascano, piccola frazione di Sessa Aurunca, e sale gradualmente verso Roccamonfina, borgo medievale arroccato a oltre 600 metri all'interno dell'antico cratere. Undicimila ettari di rocce vulcaniche e pietra calcarea, corsi d'acqua e vegetazione rigogliosa, punteggiati da borghi antichi che conservano viva l'impronta del loro passato — questo è il paesaggio che accompagna la salita, con i castagneti che si infittiscono man mano che la quota aumenta e l'aria si fa più fresca e profumata di sottobosco.
Da Roccamonfina si apre il grande anello alle pendici del vulcano: un'orbita lenta attorno alla caldera, immersa in uno dei castagneti più estesi della Campania. La presenza del castagno in quest'area è fatta risalire ad alcune centinaia di anni prima della dominazione romana, e fu nel Medioevo che la castanicoltura divenne parte fondamentale dell'economia e della sopravvivenza della popolazione locale. Lungo il tracciato si incontra la frazione di Fontanafredda, a 612 metri di quota, punto di sosta naturale da cui si gode una prospettiva rara: da un lato la costa campana, dall'altro la caldera del vulcano, in un panorama che restituisce la scala e la maestosità di questo paesaggio vulcanico.
Dal versante opposto, il percorso ridiscende verso Sessa Aurunca, dove la natura lascia spazio alla storia. La città conserva alcuni tra i monumenti romani più integri e meno frequentati della regione — il teatro di età augustea, il museo con la statua di Matidia Minore, i resti di una città che in epoca imperiale era quasi il doppio di quella attuale. Da Sessa, la strada riporta infine a Cascano, chiudendo un anello che ha attraversato due mondi distinti: quello vulcanico e selvaggio del Roccamonfina, e quello antico e coltivato dell'Ager Falernus.

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