Panchina gigante rossa (Clavesana - Gorrea)
The red giant bench in Clavesana, in Borgata Gorrea, is part of the Big Bench Community Project created by Chris [...]

Il cuore di Nardò ha un’anima barocca: al centro della città si apre Piazza Antonio Salandra, caratteristica per i palazzi che la circondano e la delimitano. Si susseguono balconi e logge dagli archi sinuosi e decorati con fregi elaborati. Tra questi spicca il Palazzo della Pretura, ricostruito nel 1772 dopo il terremoto del 1743, con il suo portico e la loggia con arcate.
Nel centro di Piazza Salandra domina la scena l’elegante guglia dell’Immacolata, che risale al 1769. Il carparo locale, la pietra di colore dorato di cui è fatta, mette in risalto le decorazioni barocche che la arricchiscono: festoni, pennacchi, elementi floreali, fregi e cuspidi. La guglia si slancia verso il cielo con una forma piramidale ottagonale e culmina in cima con un globo di pietra che regge la statua della Madonna Immacolata, alta ben 3 metri e scolpita in pietra leccese.
Il 20 febbraio 1743, un terremoto di magnitudo 7.1 scosse il Salento, con epicentro nel Canale d'Otranto a circa 50 km dalla costa. Nardò fu la città più colpita, con ingenti danni e un alto numero di vittime, stimate intorno a 150, su una popolazione di circa 5000 abitanti. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, simbolo della città, fu gravemente danneggiata, così come il Castello normanno-svevo e molti altri edifici storici. La ricostruzione di Nardò durò decenni e portò alla realizzazione di nuovi edifici in stile barocco salentino, che ancora oggi caratterizzano il centro storico della città.